L’Autorità per l’energia elettrica e il gas non sa far funzionare la PEC

Pino Bruno | gennaio 9th, 2012 - 00:13

Da due settimane tento di spedire una PEC (Posta Elettronica Certificata) all’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Ogni amministrazione pubblica – dice la legge – deve dotarsi obbligatoriamente di un indirizzo PEC. Ogni messaggio di PEC ha lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Ebbene, la PEC spedita all’autorità garante (ho fatto decine di tentativi) torna sempre indietro con il messaggio “Mancata consegna per superamento tempo massimo”.

 

Due ipotesi:

a)      la PEC dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas è fasulla;

b)      nessuno va a controllare la posta e la casella si è intasata.

In entrambi i casi, i responsabili dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas non fanno bene il loro lavoro o, perlomeno, sono imputabili di sciatteria.

Avevo scritto (e continuerò a farlo) all’autorità garante per segnalare formalmente un grave disservizio di cui sono vittima, che ho raccontato in altro post.  Mi sembra di essere caduto dalla padella alla brace.

 

Eppure l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha un compito quanto mai delicato. Leggo sull’ultimo Venerdì di Repubblica (6 gennaio, pagina 78) l’articolo con il titolo “Chi fa luce sugli errori in fatto di energia”:

Luce e gas, sarà un 2012 difficile. Già negli ultimi mesi del 2011 l’Adiconsum e le altre associazioni di consumatori hanno ricevuto centinaia di segnalazioni di «pratiche commerciali scorrette», con un trend di aumento intorno al 50 per cento in pochi mesi, per una stima di circa 150 mila reclami nel 2011.

Le proteste riguardano soprattutto: attivazione di contratti non richiesti, firme contraffatte e falsificate su contratti a carico di ignari consumatori, doppie fatturazioni, mancato riconoscimento di recessi, errori «seriali» di fatturazione, mancate letture, conguagli stratosferici e mancata attivazione del bonus energia e gas a chi ne ha diritto.

Il problema è stato sottoposto all’Autorità per l’energia elettrica e il gas chiedendone l’intervento. A voltela differenza tra libero mercato e mercato selvaggio appare davvero minima.  adiconsum.it”

 

Insomma, con quello che costano ai contribuenti, le autorità garanti dovrebbero funzionare come orologi svizzeri.

Invece non sanno neanche far funzionare una PEC.

Provare per credere:

autoritaenergiaelettricaegas.protocollo.mi@pa.postacertificata.gov.it 

 


 

 

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