Fab Labs i social network degli oggetti

Pino Bruno | settembre 28th, 2011 - 00:17

Si chiamano Fab LabsFabrication Laboratories – i social network della manualità e dell’inventiva. Luoghi fisici in cui ognuno mette a disposizione degli altri utensili, materiali, macchine e idee, per costruire cose concrete da condividere. Fabbriche aperte, artigianato, design, ingegneria informatica, per dar vita a un Meltin Pot della conoscenza che bypassa la grande produzione industriale. Un esempio? Lo Studio Lo a Aubervilliers, nella banlieue parigina, dov’è nato il robot Fabbot, macchina industriale trasportabile per lavorare legno, plastica, sughero e pannelli in truciolato.

I creativi del Fab Lab francese creano software e oggetti da condividere ed eventualmente modificare in base ai suggerimenti social. Come questa chaise pano, una sedia in multistrato di betulla che si assembla senza colla e senza viti.

 

Chaise Pano dello Studio Lo

Chaise Pano dello Studio Lo

 

Il Fab Lab progetta e costruisce ma si propone anche come punto di riferimento nel quartiere, per consigliare, dare assistenza agli artigiani (per avviare la produzione di piccole serie o pezzi unici) e ai cittadini. Insomma, una rete per condividere esperienze, incoraggiare i cittadini a essere attivi e non semplici consumatori di tecnologia.

Brainstorming-in-un-Fab-Lab (by photosfing/Flickr)

 

Nati nel 2004 negli Stati Uniti per iniziativa del direttore del Center for Bits and Atoms del MIT (Massachussets Institute of Technology), Neil Gershenfeld, i Fab Labs si stanno diffondendo in tutto il mondo. L’idea di base è la realizzazione di piattaforme aperte per la creazione di prototipi di oggetti fisici, “intelligenti” o meno, da mettere a disposizione di imprenditori alternativi, designer, artisti, studenti animati dalla voglia di arricchire la esperienza e conoscenze pratiche.

Nouvelle Fabrique a Parigi

In questi anni il progetto si è evoluto. Non si progettano soltanto le macchine ma si reiventano materiali, organizzazione del lavoro e della produzione. E’ il caso dell’Artisan électronique creato in Belgio dallo studio di design Unfold e Tim Knapen. E’ una strana macchina, a metà tra un robot, una stampante 3D e una ruota da vasaio, che permette di realizzare oggetti in ceramica partendo da modelli virtuali. Un esperimento che mescola antiche sapienze e nuove tecnologie.

Verso una micro industria creativa, è il motto di Nouvelle Fabrique, progetto dell’associazione parigina arslonga , spazio di riflessione sulle nuove pratiche di produzione e consumo nell’era digitale.

 


 

 

Related posts:

  1. Guerriglia a Roma e analisi dei social network
  2. Report e social network. Il diavolo e l’acqua santa
  3. Identità digitale e Social Network: come profila la CIA
  4. Ai Marines non piacciono i social network ma i militari potranno consolarsi con Google Voice
  5. Social Network geospaziale
  6. Guerriglia Londra: giù le mani dai social network
  7. Vik il pacifista armato di social network
  8. Giustizia: i social network mettono in crisi il sistema delle giurie popolari nei processi penali?
  9. Social Network geospaziale (seconda parte)
  10. Guerriglia Londra: e dopo i social network?

Articoli correlati elaborati dal plugin Yet Another Related Posts.

Popular Posts

Archivi

Licenza Creative Commons
Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. CIOE', COPIATE PURE, MA DOVETE CITARE E LINKARE IL BLOG!

Calendario

settembre: 2011
L M M G V S D
« ago   ott »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Altri link

This site has been fine-tuned by 7 WordPress Tweaks