Ogni giornale, rivista, magazine, ha la sua applicazione per iPad. Così il display è disseminato di icone, spesso difficili o scomode da gestire. E se ci fosse un’edicola, nella quale scegliere di volta in volta quale quotidiano (settimanale, mensile, eccetera) acquistare e leggere? Non è affatto balzana, la proposta della book farm Simplicissimus . L’edicola la facciamo noi, dicono i cervelli fumanti di Simplicissimus, gli editori devono mettere a disposizione il giornale in pdf. A tutto il resto pensa STOP (il nome suggerito per l’edicola digitale).
“L’editore – dice Simplicissimus – non deve investire – letteralmente! – neanche un euro per sviluppare una propria applicazione, un proprio sito, un proprio software di lettura.
L’utente non deve vagare per mille siti per decidere quali giornali comprare oggi e a quali abbonarsi, o per lasciarsi attirare da quel fumetto o da quella rivista a cui non aveva mai pensato, di cui non aveva mai sospettato l’esistenza, e che di conseguenza non avrebbe mai cercato in nessun App Store del mondo.
STOP è fatta di tre pezzi:
Si parte con la versione iPad, da subito (ovvio il perché: ce n’è già qualche milione in giro). E con la versione per browser (per PC, Mac e Linux), entro fine aprile. E con la versione per Android, entro giugno.
Come funziona? Tutto scritto qui, semplice semplice.
Quanto costa? Tutto scritto qui, ancora più semplice”.
L’idea è allettante, va persino oltre il Google One Pass che la multinazionale di Mountain View ha proposto il mese scorso agli editori di tutto il mondo, italiani compresi. D’altronde l’editoria giornalistica digitale è alla ricerca disperata di nuovi modelli di business che non passino necessariamente sotto le forche caudine di Google, Apple e Amazon, i tre assi pigliatutto.
Ci si sta provando anche in Francia, dove Le Figaro, Libération, Les Echos, Aujourd’hui en France, L’Equipe e Le Monde hanno aderito alla costituenda Edicola Digitale.
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